19

Gen
2023

Lisbona: due passi virtuali nella capitale portoghese

Postato da:lara/ 171 0

Lisbona è la capitale del Portogallo. Una città dalle mille meraviglie, che vi raccontiamo nelle righe che seguono.

Lisbona deve molte delle sue fortune alla sua posizione. È una delle capitali più occidentali d’Europa, a due passi dall’Atlantico e si affaccia sul grandissimo estuario del Tago.

Il fiume, arrivando dal nord del Portogallo, prima di gettarsi nell’Oceano si allarga e si restringe formando uno spazio da record: uno dei porti naturali più grandi del pianeta. Da qui in passato sono salpate alcune delle grandi navi che hanno poi esplorato mezzo mondo.

Lisbona è spesso nota come la “Città dei sette colli“, per l’esattezza quelli di São Jorge, São Roque, São Vicente, Santa Catarina, Santo André, Chagas e Sant’Ana. In realtà, però, le colline sono di più e tra quelle lasciate fuori dalla lista ufficiale c’è anche Graça: la più alta della città.

Secondo gli storici, Lisbona fu fondata dai fenici intorno al 1200 a.C., anche se i primi insediamenti risalgono ai secoli precedenti e per alcuni bisogna viaggiare indietro nel tempo fino al Neolitico.

Questo la rende una delle capitali più antiche d’Europa insieme ad Atene, entrambe ben più vecchie di Roma, che, secondo la tradizione, fu fondata ufficialmente da Romolo nel 753 a.C..

Il terremoto del 1755 e la ricostruzione

Era il 1 novembre 1755 e Lisbona fu quasi interamente rasa al suolo da un devastante terremoto (magnitudo 8.5 della scala Richter) al quale seguì un terribile tsunami. Morì circa il 30% della popolazione.

Le macerie degli edifici distrutti furono utilizzate per ricostruire le strade della città, crepate e ormai inagibili. Un ottimo esempio di riciclo e, soprattutto, di rinascita.

I corvi Vicente di São Vicente

Alla morte di San Vincenzo da Saragozza, alcuni corvi difesero il suo corpo finché i suoi seguaci non riuscirono a recuperarlo. Quando il corpo fu sepolto nel Monastero di São Vicente de Fora, questi corvi continuarono a sorvegliare la sua tomba e diventarono presto così importanti per la capitale che furono raffigurati anche sullo stemma della città.

Pare che, nel Medioevo, come buon augurio e devozione nei confronti del santo, i mercanti di carbone della capitale avessero deciso di “adottare” ognuno un corvo come animale domestico. Tutti furono chiamati Vicente; immaginate che confusione.

Una chiesa da record

A Lisbona c’è una chiesa da record per la durata dei suoi lavori di costruzione: la chiesa di Santa Engrácia.

Iniziato nel Diciassettesimo secolo (1681), l’edificio fu terminato e consacrato solo nel 1966, il che lo rende il più lungo cantiere documentato per la realizzazione di un edificio religioso dal momento della posa della prima pietra alla consacrazione.

Oggi la chiesa è nota anche come Pantheon Nazionale, ma in passato, durante i lavori, fu usata anche come deposito militare.

Il Monastero do Carmo e gli schiavi

La Chiesa do Carmo, nel quartiere Chiado, è uno dei luoghi più affascianti di tutta Lisbona. Sarei rimasta ore a guardare le alte colonne che sembrano sorreggere il cielo. Il soffitto, infatti, è crollato a causa del terremoto del 1755 e non è mai stato ricostruito.

Un tempo, a lato della chiesa, sorgeva il Monastero do Carmo. Secondo la tradizione popolare, all’interno di una delle sue cappelle, ci fu il primo incontro di un gruppo di schiavi neri che volevano ottenere la libertà.

La libreria più antica del mondo

Lisbona ha un’anima letteraria che si esprime perfettamente nel quartiere Chiado, dove lo scrittore portoghese Fernando Pessoa, lo stesso che scrisse la guida della quale vi parlavo, era solito trascorrere il suo tempo.

Tra le strade di questa zona, oltre al caffè A Brasileira dove c’è una statua dedicata all’autore, c’è anche la libreria più antica del mondo ancora in attività. Si tratta della Livraria Bertrand, fondata nel 1732 e che oggi ha aperto altri negozi in tutto il Portogallo. Fateci un salto. Trovate tutte le informazioni nel post dedicato acquartiera Chiado.

Sapete perchè gli abitanti si chiamavano “lattughini”?

Nel territorio di Lisbona si può trovare una delle maggiori concentrazioni di coltivazioni di lattuga d’Europa. Per questo, nel Diciannovesimo secolo, gli abitanti erano spesso soprannominati alfacinhas, “lattughini”, un termine che oggi è entrato nella lingua portoghese, ma che deriva dall’arabo.

Lisbona ha copiato molti monumenti in giro per il mondo

La capitale portoghese ha tanti simboli diversi, dall’Arco di Rua Augusta ai tram gialli, ma due dei più imponenti sono stati copiati da altri monumenti originariamente presenti dall’altra parte dell’Oceano.

Il primo è il Golden Gate Bridge di San Francisco, che qui si chiama Ponte 25 de Abril. Non è solo simile nella forma, ma anche nel colore: entrambi, infatti, sono rossi. Fu realizzato dalla stessa compagnia che realizzò quello californiano: l’American Bridge Company.

Il secondo, che in realtà non si trova davvero nel comune di Lisbona, ma in quello di Almada (anche se guarda la capitale), è il Cristo Redentore di Rio, che oggi si affaccia anche sul fiume Tago.

I record del Ponte Vasco da Gama

Ponte Vasco da Gama, con i suoi oltre 17 chilometri, è il secondo più lungo d’Europa, così lungo che, se lo si guarda dal Parco delle Nazioni, sembra non avere fine. Fino al 2018 deteneva il primato, ma poi fu superato da quello russo sullo stretto di Kerch, che raggiunge i 19 chilometri.

Fu costruito tra il 1995 e il 1998 per collegare le aree di Montijo e Sacavém e una settimana prima dell’inaugurazione ospitò un evento da record. Su di lui, infatti, fu allestito il più grande tavolo da pranzo del mondo, lungo ben 5 chilometri, al quale si sedettero a mangiare ben 15 mila persone.

La fortunata Alfama

Tra il 711 e al 1147, quando Lisbona era dominata dai Mori, l’intero nucleo cittadino (qasba in arabo, “cittadella” in italiano) era composto da quello che oggi è il quartiere Alfama. Le altre zone si svilupparono solo in seguito partendo dalla Baixa e poi espandendosi verso ovest.

L’Alfama (dall’arabo Al-hamma, traducibile con “bagni” o “fontane”) fu l’unico dei quartieri della capitale a rimanere in piedi dopo il devastante terremoto del 1755, perché, grazie alla sua posizione rialzata, non fu raggiunto dallo tsunami che lo seguì. Per questo oggi è una delle zone più autentiche della capitale e ha mantenuto la sua struttura originale composta da strette stradine e piccole piazze.

I tram di Lisbona

Camminando per le strade di Lisbona non si può non notare il suo via vai di tram, ormai diventati un vero e proprio simbolo e le quali riproduzioni sono vendute in tutti i negozi di souvenir. Tra questi il più famoso è certamente l’Eléctrico 28, una delle attrazioni principali della città, che attraversa i suoi quartieri storici da Praça Martin Moniz a Campo Ourique.

Il primo tram della capitale entrò in funzione nel 1873 e all’epoca era trainato da cavalli. Qualche anno dopo, poi, fu affiancato da uno a batteria: due soluzioni poco pratiche, ma comunque efficienti.

Bisogna infine aspettare il 31 agosto 1901 per salire sul primo mezzo elettrico della capitale. All’epoca era una vera e propria novità, da alcuni considerata pericolosa, tanto che fu accolto con paura e diffidenza dai giornalisti che predissero che avrebbe portato il caos per le strade di Lisbona. Niente di più sbagliato.

Lisbona, la capitale più antica d’Europa

Secondo gli storici, Lisbona è stata fondata dai fenici intorno al 1200 a.C.. I primi insediamenti risalgono ai secoli precedenti e per alcuni bisogna viaggiare indietro nel tempo fino al Neolitico

Questo la rende una delle capitali più antiche d’Europa insieme ad Atene, entrambe ben più vecchie di Roma che, secondo la tradizione, fu fondata ufficialmente da Romolo nel 753 a.C.

L’origine dei Pasteis de Belem

Si dice che la ricetta di questi dolcetti nacque nel vicino Monasteiro dos Jeronimos. Quando nel 1820 furono aboliti tutti gli ordini religiosi, il maestro pasticcere del monastero andò a lavorare in uno zuccherificio, continuando a preparare i dolcetti la mattina presto insieme ai suoi due allievi.

Si racconta che, per mantenere la ricetta originale top secret, lui e i suoi due aiutanti furono costretti a firmare un patto di segretezza.

Pare che la composizione originale non sia mai stata rivelata.

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