24

Mar
2021

Libri da leggere prima di andare in Giappone

Postato da:lara/ 220 0

Se non possiamo andarci, possiamo sognare a occhi aperti. Nella speranza di salire su un aereo il prima possibile.

ORIZZONTE GIAPPONE

Dalla folla di Tokyo agli orsi dell’estremo nord, dalle giungle delle isole tropicali ai ciliegi in fiore di Kyoto, per arrivare fino al grande vuoto lasciato dal devastante tsunami del 2011 e dal disastro nucleare di Fukushima.

Patrick Colgan, giornalista e viaggiatore, si immerge nella cultura, nella natura e nella gastronomia giapponesi per raccontare la scoperta di un mondo all’apparenza incomprensibile. Un Paese, il Giappone, dove sentirsi un po’ persi può essere emozionante e nessun viaggio può mai dirsi davvero finito.

I LOVE TOKYO

Questo libro, tradotto anche in giapponese e diventato famosissimo in Giappone, è scritto da La Pina di Radio Deejay, da sempre innamorata del Sol Levante. Uno dei primi slogan che ho sentito riferiti a questo libro è stato: “Andare in Giappone fa bene agli italiani”

Da sempre sostengo che un soggiorno a Tokyo dovrebbe essere obbligatorio per tutti almeno una volta nella vita. Poter vedere coi propri occhi che l’utopia di una metropoli immensa (13 milioni di abitanti), vivibile, pulita, efficiente, silenziosa, non inquinata e con zero criminalità, può veramente esistere!

Dopo averla sperimentata si brama sia così ovunque, anche a casa nostra (che in queste cose è carente..) e si tende a copiare i giapponesi! Stare a Tokyo, anche per un breve periodo, migliora il senso civico e il rispetto nelle persone.

CON GLI OCCHI A MANDORLA

Negli ultimi anni il Giappone e la sua cultura hanno goduto in Occidente di un notevole aumento di popolarità. Mode, tendenze, piccole e grandi manie del postmoderno si sono imposte fra i giovani e in certa misura anche fra gli intellettuali.

Fra le principali ragioni di questa crescente familiarità con il Giappone vi sono gli anime e i manga i quali dagli anni 80/90 in poi hanno conquistato vaste platee di giovani e giovanissimi in Italia, Europa e USA.

AUTOSTOP CON BUDDHA

Un libro che dire leggendario è dire poco.

Un viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un po’ la lingua.

Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all’ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti.

IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO

Questo non è propriamente un libro che parla di Giappone e cultura nipponica ma è uno dei più letti provenienti dal Sol Levante, pur parlando di un argomento strano: il disordine e come liberarsene. Ma dato che il rigore e l’ordine zen sono una prerogativa tipicamente giapponese l’ho incluso in questa lista. L’autrice Marie Kondo esclama: “metti ordine nei tuoi spazi e sarai felice”.

Chi non è sopraffatto dall’incontrollabile accumularsi di oggetti inutili, che sommergono case e uffici sempre più piccoli (tipicamente giapponesi)? Chi riesce a trovare al primo colpo quello che sta disperatamente cercando?

Dal Giappone, ecco il metodo Konmari, che promette di risolvere una volta per tutte l’annoso problema dell’organizzazione degli spazi domestici. Ma non solo. “Elimina per fare posto”, “Riordina per categorie” e “A ognuno il suo spazio” sono indicazioni che, secondo la filosofia zen, permettono il raggiungimento dello status più prezioso: la serenità.

96 LEZIONI DI FELICITA’

Ecco il secondo libro della ormai famosa giovane Marie Kondo, la maga dell’ordine. Stavolta ci parla, in 96 lezioni pratiche accompagnate da incantevoli illustrazioni, dei preziosi segreti della felicità. Perchè con il suo metodo Konmari, non solo si fa ordine ma si vive una vita più felice. Almeno così lei sostiene.

“Il criterio per decidere cosa tenere o cosa buttare sta nella capacità dell’oggetto di irradiare felicità. Al momento di scegliere dovete toccarlo, e intendo proprio tenerlo con fermezza con entrambe le mani, stabilendo un contatto con esso. Prestate grande attenzione alle reazioni del vostro corpo in questo istante. Quando qualcosa vi trasmette felicità, dovreste avvertire una sorta di brivido, come se le cellule del vostro corpo si destassero lentamente. Quando tenete in mano qualcosa che non vi ispira gioia, invece, vi sembrerà che il corpo diventi più pesante.”

ENCICLOPEDIA DEI MOSTRI GIAPPONESI 

Potreste considerare questo, libro una sorta di “elenco degli avvistamenti“, poiché si basa su narrazioni popolari e credenze, ma anche su antichi documenti ufficiali che spesso risultano più inquietanti di un racconto dell’orrore.

Questa sorta di bestiario non raccoglie semplicemente le descrizioni delle creature mitologiche del Giappone, ma cerca piuttosto di metterci al corrente degli stati d’animo, delle situazioni e dei luoghi che le hanno partorite.

“Per gustare queste pagine è sufficiente liberarsi di alcuni preconcetti e lasciarsi guidare in un mondo in cui, per esempio, un oggetto o un animale ottengono il potere di evolversi in creature mostruose se superano una certa età, un certo peso o una certa dimensione; in cui i cani-procione (i famosi Tanuki!) sono i detentori dell’arte della metamorfosi e le volpi hanno abitudini e cerimonie simili a quelle degli esseri umani; un mondo in cui una lanterna stregata può farti perdere la via, o in cui puoi morire dal terrore per aver visto il volto ghignante di una vecchia che lava i fagioli in un fiume.”

Un mondo in cui chiedersi costantemente se ciò che abbiamo visto è reale o il frutto della nostra immaginazione, della nostra paura del buio, della nostra repulsione per lo sporco, della nostra diffidenza per il diverso.

UN GAIJIN IN GIAPPONE

Da Holly e Benji a Dragon Ball, passando per i Pokemon e Final Fantasy, generazioni di bambini italiani sono cresciuti con un’idea mitizzata del Giappone, filtrata da manga, animazione e videogiochi.

Frullo era uno di questi bambini. Così, con la scusa di andare a trovare i suoi amici giapponesi Tonic e Taka, nell’estate del 2013 parte insieme al belga Benjamin (sembra una barzelletta) per due settimane di viaggio tra Osaka e Kumamoto, con la missione di scoprire di più su quel bizzarro arcipelago che tanto lo ha affascinato e sui suoi stravaganti abitanti.

Da questa esperienza nasce “Un Gaijin in Giappone“, a metà strada tra un diario di viaggio e un racconto ironico, con l’obiettivo di trarre un bilancio da quel viaggio tra templi buddisti, sale giochi, onsen, karaoke e ramen, e di rispondere alle domande che assillavano il nostro eroe: che diavolo è il Giappone contemporaneo, alla fine, e chi diavolo sono i giapponesi di oggi?

101 MOTIVI PER NON VIVERE IN GIAPPONE

Questo libro racconta il lato nascosto del Giappone, quello che di solito non si legge nelle guide. In 101 punti vengono elencate le magagne, perchè il Giappone non è il paradiso e ci vogliono anche quelle per conoscere un paese, che l’autore ha incontrato nella vita quotidiana, durante i due anni in cui ci ha vissuto.

Tutte quelle cose che non vivi da turista e con cui ti scontri quando in Giappone ci vivi e lavori. Dalle taglie dei vestiti troppo strette al sistema giudiziario fermo a un secolo fa, dai pachinko dove i giapponesi buttano i soldi ai locali “particolari” dove spendono anche quello che gli rimane in tasca. Un lungo viaggio nel Giappone tra il serio e lo scherzoso alla scoperta di quello che i giappo-fan non vi diranno mai.

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