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Giu
2019

Un pic nic al museo? O al cimitero?

Posted By : lara/ 76 0

Tanti gli usi e i modi per godersi un pic nic in girro per il mondo.

Ecco due curiosi usi!

Fonte: Lonely Planet

Picnic al museo

Il picnic più famoso della storia dell’arte lo ha dipinto Manet più di due secoli e mezzo fa e ancora oggi rimane l’icona della colazione sull’erba, una tradizione che in ogni angolo del globo, ovunque ci sia uno scampolo di prato, si consuma allegramente per mangiare in compagnia.

Se volete ammirare l’originale Déjeuner sur l’herbe assieme alla sua rivisitazione più famosa di Monet, organizzate una spedizione al Musée d’Orsay di Parigi dove sono esposti entrambi. Osservandoli potrete contemplare tutti gli archetipi del pranzo bucolico: il cestino, un pezzo di pane, della frutta, una bottiglia di vino. All’Orangerie è conservata la versione di Cézanne: nelle forme semplificate intuiamo le persone sedute su un prato, mentre chiacchierano, mangiano e si rilassano, nel pieno spirito del picnic. Nel 1994 lo scultore americano contemporaneo John Seward Johnson II ha creato una riproduzione tridimensionale della colazione di Manet, piazzando delle sculture iperrealistiche in bronzo in un boschetto. Potete vederla con i vostri occhi dov’è installata, dentro il museo a cielo aperto Grounds for Sculpture a Hamilton, nel New Jersey.

Picnic australe

L’Australia è una delle capitali mondiali del picnic, al punto che gli viene dedicata una festa nazionale ogni primo lunedì di agosto: il Railway Heritage Picnic Day, istituita nella cittadina di Adelaide River, pochi chilometri a sud di Darwin. Quest’anno si festeggia lunedì 5 agosto in diverse città australiane con giochi di gruppo come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi e la corsa a tre gambe (sembra facile!).

Dall’altro capo del continente australiano si trova il luogo in cui, nel 1975, il regista Peter Weir scolpì nell’immaginario collettivo il picnic più ansiogeno della storia della cinematografia girando Picnic ad Hanging Rock, tratto dal romanzo della scrittrice australiana Joan Lindsay. Quest’anno il titolo è tornato alla ribalta con una miniserie tv ispirata alla vicenda delle collegiali che sparirono misteriosamente nel giorno di San Valentino del 1900, durante una gitarella vicino a un masso roccioso. Si chiama “hanging” perché nella formazione rocciosa c’è un masso sospeso che sovrasta l’ingresso dove, nella finzione, spariscono le fanciulle.

Per calarvi nelle stesse atmosfere torride e rarefatte, un po’ angoscianti e oniriche del film, puntate verso il Monte Diogene, nello Stato di Victoria in Australia, a un’ora di auto da Melbourne. Nella riserva naturale di Hanging Rock potete organizzare il vostro picnic nei tavoli appositamente allestiti, fare birdwatching per individuare il simpatico kookaburra, un uccellino endemico australiano, o organizzare una visita guidata con un ranger. Anche di notte, se siete indomiti.

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