05

Feb
2019

Visitare Città del Messico attraverso un’icona dell’arte: Frida Kahlo

Posted By : lara/ 696 0

Un paese in cui l’arte, l’architettura e la cucina sono indissolubilmente legate alle radici indigene messicane, all’influsso coloniale e al movimento moderno.

Il fulcro di questa scena è l’icona della cultura popolare Frida Kahlo: artista le cui opere ritraggono la sua personalità intima come simbolo di questa identità inconfondibilmente messicana.

Scoprire i tanti luoghi di Città del Messico che svolsero un ruolo nella formazione di Frida Kahlo significa compiere un viaggio nel cuore delle magnifiche contraddizioni e del dinamico mondo dell’arte del Messico e scoprire come il retaggio dell’artista sia vivo ancora oggi.

Il centro culturale e politico di Città del Messico è lo Zócalo o Plaza de la Constitución è una piazza immensa, su cui sorgono il Palacio Nacional, vari edifici governativi e la Catedral Metropolitana, era anticamente il centro cerimoniale della città azteca di Tenochtitlán (Hernán Cortés ordinò la distruzione dei templi aztechi per utilizzarne le pietre con cui costruire gli edifici della Nuova Spagna, ma il Templo Mayor, situato accanto alla cattedrale, riuscì in parte a sfuggire a questa sorte). Frida Kahlo attraversava a piedi la piazza quasi ogni giorno per andare a scuola.

Un’altra visita imperdibile è quella della Catedral Metropolitana, la più grande cattedrale delle Americhe.

All’incirca l’82% della popolazione messicana si professa di religione cattolica, ma il Templo Mayor e la Catedral Metropolitana costituiscono lo sfondo di una cultura che, pur profondamente legata all’influsso coloniale, affonda le sue radici nella storia e nelle pratiche indigene.

Frida Kahlo iniziò la scuola secondaria nel 1922, non lontano dallo Zócalo. L’Antiguo Colegio de San Ildefonso, un tempo sede della Escuela Nacional Preparatoria, si trova infatti a breve distanza dal Templo Mayor verso nord. La scuola contava 2000 studenti, ma le ragazze erano solo 35. Fu qui che Diego Rivera, futuro marito di Frida, dipinse il suo primo murales, lanciando quello che era destinato a diventare un fenomeno di fama mondiale, il movimento muralista messicano.

Frida Kahlo osservò Rivera creare il suo primo murales, intitolato La Creazione, in una sala conferenze della scuola.

Nel 1925, mentre andava a scuola in autobus, Frida rimase coinvolta in un terribile incidente. Gravemente ferita, fu immobilizzata per un anno e iniziò a dipingere autoritratti grazie a uno specchio installato sopra il letto.

Dopo parecchio tempo passato a dipingere, quando fu nuovamente in grado di camminare Frida Kahlo portò i suoi lavori a Rivera per chiedergli un parere. Nel 1928 il pittore stava lavorando a un murales presso la Secretaría de Educación Pública, un edificio situato solo un isolato a nord di San Ildefonso. Frida aveva 21 anni quando entrò nella sala in cui il maestro era al lavoro per chiedergli un’analisi critica dei propri dipinti.

L’incontro fece scoccare una scintilla tra i due, che iniziarono una relazione e si sposarono un anno dopo a Coyoacán. Rivera aveva 43 anni e la Kahlo 22.

La casa di Frida Kahlo è oggi un museo dove i visitatori possono vedere gli spazi intimi che l’artista aveva creato per sé.

Frida e Rivera andarono a vivere in questa casa a San Ángel, disegnata dal loro amico architetto Juan O’Gorman. Rivera viveva e lavorava nell’edificio

Dopo il matrimonio, Frida e Rivera si trasferirono per un breve periodo negli Stati Uniti. Al loro ritorno, nel 1931, andarono a vivere nel quartiere di San Ángel, in quello che oggi è il Museo Casa Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo.

Sull’altro lato della strada rispetto al museo si trova il San Angel Inn. L’edificio, che oggi ospita un elegante ristorante di cucina tradizionale messicana, fu il luogo in cui Pancho Villa ed Emiliano Zapata si spartirono il controllo del paese nel 1914. Il locale merita decisamente una sosta per gustare un mole e un Margarita.

Oggi, a 64 anni dalla morte di Frida, nella sua città natale fioriscono l’arte ,il design e la cucina. Un panorama che, come la stessa artista, rende omaggio alla storia eterogenea e complessa del Messico mantenendo allo stesso tempo uno sguardo fermamente proiettato verso il futuro.

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